Casa di seconda accoglienza

SANTA CATERINA   “Non amiamo a parole con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv3,18). Era il 2007 quando la Caritas diocesana, attraverso la sua longa manus, l’Associazione Onlus S. Maria della Carità, inaugurò la Casa di seconda accoglienza del Piratello, destinata a persone singole, esperienza terminata nel gennaio 2016. La Caritas sentiva da tempo l’esigenza di estendere questa possibilità alloggiativa a piccoli nuclei familiari, in particolare mamme sole con bimbi, che non presentano problemi di natura psichiatrica dipendenze. Grazie a Santa Caterina, che ha offerto un’ala del suo Istituto, si è potuto realizzare questo sogno. La Casa, inaugurata a febbraio 2012, può ospitare quattro nuclei familiari dove sono sostenuti percorsi di autonomia, di rifiuto dell’assistenzialismo e di valorizzazione delle risorse personali. Agli ospiti è chiesta la condivisione di poche regole, chiare ed efficaci; prima dell’ingresso è dunque necessario sottoscrivere un regolamento. I progetti individuali hanno una durata che si aggira sui 6/12 mesi e mirano al raggiungimento di obiettivi essenziali quali: autonomia abitativa e lavorativa, capacità di gestire le proprie risorse economiche, cura di e benessere personale. Nel progetto è centrale il lavoro di rete e il coinvolgimento di tutti i servizi, a partire dai Servizi sociali, e le realtà in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi concordati. I nuclei familiari sono affiancati da un'educatrice della Caritas e da una mediatrice interculturale. La ristrutturazione, semplice, essenziale e le spese di avviamento sono state coperte al 60% dalla CEI, a seguito dell’approvazione di un progetto che ha attinto dai Fondi nazionali dell’8xmille. Il restante 40% è stato coperto da risorse finanziarie interne.