Case di seconda accoglienza

“Non amiamo a parole con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv3,18). Era il 2007 quando la Caritas diocesana, attraverso la sua longa manus, l’Associazione Onlus S. Maria della Carità, iniziò a gestire Case di seconda accoglienza, prima presso un'ala del convento del Piratello, destinata a persone singole, poi in un locale messo a disposizione dalla Fondazione santa Caterina, finalizzato all'ospitalità di madri con bambino.

Attualmente gestiamo:

- Casa san Giuseppe: destinata a uomini singoli

- Casa sant'Antonio: ospita uomini singoli (e i loro figli nel fine settimana)

- Casa santa Rita: pensata per donne singole

- Casa santa Chiara: ospita donne singole o con bambini

Agli ospiti, in ogni realtà, è chiesta la condivisione di poche regole, chiare ed efficaci; prima dell’ingresso è dunque necessario sottoscrivere un regolamento. I progetti individuali hanno una durata massima di 1mesi e mirano al raggiungimento di obiettivi essenziali quali: autonomia abitativa e lavorativa, capacità di gestire le proprie risorse economiche, cura di e benessere personale. Nel progetto è centrale il lavoro di rete e il coinvolgimento di tutti i servizi, a partire dai Servizi sociali, e le realtà in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi concordati. Gli ospiti sono affiancati da un'educatrice e da un educatore. Al bisogno anche da una mediatrice interculturale.