Il Microcredito a Imola

La Caritas presenta un progetto di promozione della cultura della solidarietà ispirata ai valori evangelici. Le Nazioni Unite proclamarono il 2005 anno internazionale dell’accesso al credito: questione decisiva per i Paesi in via di sviluppo ma anche per l’economia dei cosiddetti Paesi ricchi. Ed è proprio nel 2005 che la Caritas iniziò a pensare su come poter portare l’esperienza del microcredito sul nostro territorio ritenendolo determinante nel contrastare l’emarginazione sociale. Anche a Imola, infatti, sono in aumento le fasce di popolazione con difficoltà di accesso ai normali canali di credito, i cosiddetti “non bancabili”. In questo cammino di ricerca si affiancò presto quale partner attivo la Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese con la quale si è elaborato un modello di microcredito dai forti connotati sociali, capace di rafforzare le relazioni di solidarietà sul territorio. In un’Italia dove si calcola che circa il 14% delle famiglie non abbia un conto corrente bancario o postale, si è avvertita l’esigenza di promuovere uno strumento finanziario per inserire le famiglie bisognose in processi di sviluppo dei quali siano loro stessi i protagonisti. È questa la reciprocità: non soldi a fondo perduto ma un prestito che punta alla risposta del beneficiario senza cadere nella trappola dell’assistenzialismo. La selezione delle persone che possono beneficiare del prestito avviene attraverso un colloquio in Caritas diocesana. Il credito viene fornito puntando sulla “qualità” delle persone a cui si fornisce credito (infatti, nel suo significato originario, “dare credito” vuol dire “dare fiducia”) e non sui patrimoni di cui dispongono. Concretamente, si cerca di offrire opportunità di “respiro” alle famiglie che versano in temporanee situazioni di disagio, sostenendo necessità relative alla sistemazione in alloggi (mensilità anticipate, acquisto mobili, attivazione utenze ecc.), a spese sanitarie, scolastiche, ma anche per investire in corsi di formazione o altre iniziative finalizzate all’impiego e per avviare un volano di sviluppo. Siamo convinti che lo strumento del microcreditoche non è una pratica caritatevole, ma di mercatopossa rappresentare uno strumento economico capace di imprimere una svolta per lo sradicamento della povertà prevenendo peraltro il ricorso all’usura. E' soprattutto, ne siamo certi, un segno capace di ridare speranza alle persone e sappiamo bene quanto essa sia necessaria!